Studio retrospettivo sull’impatto di Covid-19 in un centro FC italiano

Studio retrospettivo sull’impatto di Covid-19 in un centro FC italiano
Si riporta uno studio retrospettivo del centro regionale FC del Lazio (progetto FFC 14/2018) e i numeri aggiornati dell’impatto di SARS-Cov-2 sulle persone con FC.

Il progetto FFC#14/2018 coordinato da Guido Antonelli, del Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università La Sapienza Roma e dell’Unità di Microbiologia e Virologia del Policlinico Umberto I, si proponeva in origine di esaminare una larga serie di campioni di materiale prelevato dalle vie aeree di pazienti FC – circa 1800 tra tampone faringeo, aspirato orofaringeo, escreato e liquido bronco alveolare. Su questi campioni i ricercatori avevano pianificato di analizzare la presenza contemporanea di batteri e virus e, nelle cellule degli stessi campioni, l’espressione dei geni degli interferoni, una famiglia di proteine prodotte naturalmente in risposta a virus e batteri e che esercita azione antimicrobica. All’epoca della definizione degli obiettivi del progetto FFC#14/2018, nessuno avrebbe immaginato la comparsa così improvvisa e dirompente del nuovo Coronavirus, che ha richiesto l’attenzione dell’intera comunità scientifica.

I ricercatori coinvolti nel progetto citato si sono riorganizzati e hanno portato avanti uno studio clinico retrospettivo su 265 pazienti che hanno richiesto visite mediche nel Centro FC regionale del Lazio da novembre 2019 a marzo 2020, sia che fossero in condizioni stabili sia in necessità di cure mediche. I risultati della loro indagine sono stati resi noti con una lettera pubblicata su Journal of Cystic Fibrosis (1). Sono state indagate tre tipologie di pazienti, per i quali era disponibile sufficiente materiale proveniente dalle vie respiratorie per poter portare avanti l’indagine virologica: un gruppo di 43 bambini di età inferiore ai 10 anni, 39 adolescenti fino ai 18 anni e 183 adulti con più di 18 anni. Poco più della metà, 142 pazienti, erano maschi e tutti i pazienti erano portatori di almeno una copia della mutazione più frequente F508del. Nei campioni respiratori analizzati non è risultata la presenza di SARS-Cov-2, mentre sono risultate presenti altre forme virali, generalmente più comuni e innocue. Gli autori commentano che questo studio, unendosi ad alcuni altri attualmente già disponibili, evidenzierebbe come la fibrosi cistica non rappresenti un fattore di rischio per l’incidenza di SARS-Cov-2, anche se le ragioni di questo non sono chiare e potrebbero essere fortemente dovute all’abitudine delle persone con fibrosi cistica al distanziamento sociale. Infatti, nel periodo considerato il virus circolava, dal momento che dei 32.846 test eseguiti nel Lazio a marzo, per rilevare SARS-Cov-2, l’8.9% è risultato positivo; quindi i pazienti FC sono effettivamente stati a rischio di essere infettati.

Nel frattempo, sono state rese note dalla Società Europea Fibrosi Cistica (2) e dalla CF Foundation Americana (3) le cifre ufficiali aggiornate delle persone con fibrosi cistica che hanno contratto SARS-Cov-2. In Europa risultano 126 casi, di cui si conoscono i dati clinici di 121 (18 in Italia). Di questi 121 europei si sa che 22 erano pazienti trapiantati, 9 hanno avuto bisogno di terapia intensiva e, purtroppo, 3 (adulti) sono deceduti. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, un videomessaggio del Chief Executive Officer della CF Foundation rende noto tramite i social (3) che 65 sono i pazienti di cui si sa dell’avvenuto contagio da parte del nuovo Coronavirus, dei quali un terzo hanno avuto bisogno di ospedalizzazione e 2 sono stati i decessi, sempre pazienti adulti.

La raccomandazione è quella di mantenere alta l’attenzione, applicando tutte le misure di protezione individuale e di distanziamento sociale ben note. Fino ad oggi la situazione appare sotto controllo e l’impatto del nuovo Coronavirus sulle persone con fibrosi cistica continua a essere contenuto.

Il progetto FFC 14/2018 è stato finanziato da FFC con il supporto di Delegazione FFC del Lago di Garda.

1) Scagnolari C, Bitossi C, Frasca F, et Al. No detection of SARS-CoV-2 in cystic fibrosis patients at the Regional (Lazio) Reference Center for CF in Italy. J Cyst Fibros. 2020 Jun 23. doi:10.1016/j.jcf.2020.06.018 [Epub ahead of print]
2) ecfs.eu/covid-cf-project-europe
3) facebook.com/cysticfibrosisfoundation/videos/1404828859701618

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