FFC#15/2022

Usare gli anticorpi come potenziali biomarcatori per la diagnosi e la terapia dell’aspergillosi broncopolmonare allergica nei bambini con fibrosi cistica

FFC#15/2022

La produzione di citochina IL-17F è correlata all’aumento di IgE e all’infiammazione polmonare nell’aspergillosi broncopolmonare allergica nei bambini con FC

Ricercatore Responsabile

Teresa Zelante (Dipartimento di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Perugia)

 

Ricercatore Partner

Ricercatori coinvolti

6

Categoria/e

AREA 5 Ricerca clinica ed epidemiologica

Durata

2 anni

Adozione raggiunta

€ 130.000

RISULTATI

L’Aspergillus fumigatus è un fungo comune con cui tutti possono entrare in contatto; nei bambini con fibrosi cistica (FC) il muco più denso nelle vie respiratorie ne facilita la permanenza nei polmoni, aumentando la probabilità che il sistema immunitario sviluppi anticorpi contro di esso (sensibilizzazione) già nei primi anni di vita. Questa sensibilizzazione può portare i bambini a sviluppare un’allergia al fungo che può ulteriormente degenerare in una condizione più grave, chiamata Aspergillosi Broncopolmonare Allergica, o ABPA. In questa condizione, vengono prodotti anticorpi di tipo IgE, che aumentano l’infiammazione polmonare, in numero maggiore rispetto a quelli di tipo IgG, che invece hanno un ruolo antinfiammatorio.

Il progetto, chiamato IMMUNOASPECT, ha investigato nuovi parametri per diagnosticare in età pediatrica la sensibilizzazione verso Aspergillus, cercando modi per “deviare” la risposta del sistema immunitario in tempo prima che si sviluppi una reazione allergica cronica.

I ricercatori hanno usato campioni di sangue periferico provenienti da persone con FC per misurare i parametri immunologici chiave, cioè la presenza e la concentrazione di diversi anticorpi (IgE e IgG); hanno poi isolato dall’aspirato ipofaringeo il fungo Aspergillus fumigatus e analizzato tutte le varianti fungine presenti. Hanno quindi messo in correlazione i risultati ottenuti. 

Sono poi stati usati organoidi polmonari, cioè riproduzioni tridimensionali in miniatura dell’organo, e colture cellulari che mimano il tessuto polmonare per capire come reagisce l’epitelio polmonare quando il sistema immunitario è stato “attivato” contro il fungo.

I ricercatori hanno scoperto che Aspergillus fumigatus può attivare direttamente le cellule B del sistema immunitario nei polmoni. Queste cellule, a loro volta, stimolano la produzione di una citochina infiammatoria chiamata IL-17F, che aumenta i livelli di IgE infiammatorie e contribuisce al danno polmonare.

Questo processo è mediato dal recettore Dectin-1 sulle cellule B, che riconosce il fungo e innesca la risposta. Bloccare IL-17F o Dectin-1 può ridurre la reazione allergica, aprendo la strada a possibili strategie terapeutiche.

I dati ottenuti dovranno essere confermati in vivo in un modello animale di ABPA. Un’ulteriore fase di questa ricerca sarà misurare le dosi efficaci di farmaci, già usati per altre patologie nell’essere umano, in grado di bloccare IL-17F e Dectin-1 in un modello preclinico di aspergillosi allergica. 

Nel loro insieme i risultati potrebbero consentire lo sviluppo di un test diagnostico precoce per l’ABPA basato sulla misurazione dei livelli di IL-17F.

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