Il lievito madre non è di per sé una fonte di contagio da microrganismi in persone con FC

autore

Flavio

Domanda

Buongiorno,
vorrei esporre una mia preoccupazione per capire come comportarmi.
Ho una grande passione per la cucina e i prodotti lievitati. Da poco tempo ho reperito da un amico ristoratore del lievito madre solido (lo mantiene in vita da oltre 70 anni) e da circa 15 giorni, ogni giorno devo accudirmi di lui, rinfrescandolo con acqua e farina nuova e farlo lievitare in ambiente caldo (26/28gradi) e poi riporlo nel frigo.
Naturalmente in questi procedimenti ho premura ad usare dei guanti, e a pulire le superfici di contatto con dell’acqua e poi con dell’alcol puro (purtroppo alcune superfici non accettano altro).
Ho cominciato ad avere la paura che potrebbe essere un rischio per un paziente di fibrosi cistica, e visto che vorrei vivere questa esperienza con meno ansia possibile, volevo esporre a voi questo quesito.
In rete ho fatto svariate ricerche e domande anche all’intelligenza artificiale, che in linea di massima mi ha sì tranquillizzato, ma mi ha dato anche una lista dei microrganismi di solito presenti e tra questi alcuni sembrerebbero potenzialmente pericolosi o potenzialmente patogeni: lieviti; Saccharomyces cerevisiae, Candida humilis, Pichia kudriavzevii, Torulaspora delbrueckii, ecc…
Batteri Lattici (BAL): Lactobacillus (come L. sanfranciscensis, L. plantarum), Pediococcus, Leuconostoc, Enterococcus (fecalis etc) Streptococcus, Weissella.
Sperando, inoltre, che sia inospitale per i patogeni più frequenti in FC, vorrei capire cosa fare e se posso continuare a maneggiarlo e odorarlo come si fa di solito con il lievito madre oppure è meglio lasciare stare?
Vi ringrazio in anticipo per la disponibilità. Vi invio un augurio di un buon 2026

Risposta

Per le persone con fibrosi cistica, a oggi il lievito madre non è descritto come una sostanza da cui possano comunemente originare fattori di rischio per la colonizzazione delle vie aeree da parte di patogeni respiratori.

I microrganismi a cui viene fatto riferimento nella domanda non sono patogeni classici della fibrosi cistica. Alcuni di essi sono stati solo occasionalmente descritti nelle vie aeree FC, ma non esistono attualmente dati certi sulla loro patogenicità o indicazioni cliniche per il loro trattamento (per avere più informazioni si può leggere questo articolo scientifico e consultare questo testo).

Alcuni ceppi di Lactobacillus sono stati oggetto di studi clinici in FC per valutarne l’efficacia nei confronti dell’infezione da P. aeruginosa. Anche Fondazione ha esplorato questa possibilità, con i progetti FFC#23/2009 e FFC#13/2021.

I vari studi su Lactobacillus si sono tuttavia conclusi senza dimostrare sostanziali effetti benefici a livello dell’apparato gastrointestinale e/o respiratorio (è possibile approfondire in questo e in questo articolo).

Per alcune particolari specie di Enterococcus e Streptococcus è necessario precisare che, in patologia umana, di solito in persone che non hanno la FC possono essere potenzialmente responsabili di infezioni invasive oppure di altre complicanze.

Enterococcus fecalis, a cui viene fatto riferimento nella domanda, è tipicamente descritto come responsabile di infezioni ospedaliere principalmente in persone senza FC (come descritto in questo capitolo del testo di riferimento Harrison's Principles of Internal Medicine). Molte altre specie di enterococchi sono comunque considerate come parte della normale flora intestinale.

Per quanto concerne gli streptococchi, molte varietà di Streptococcus sono state riscontrate come parte della normale flora delle vie aeree (come riportato in questo altro capitolo del libro sopra citato). È ben noto che un tipo particolare di Streptococcus, S. pneumoniae (o Pneumococco), e alcune varietà incluse nella classificazione in gruppi di Lancefield, possono effettivamente causare importanti malattie. La trasmissione di Streptococcus avviene principalmente per via respiratoria (attraverso “le goccioline”) da soggetti colonizzati con questi patogeni.

Le persone con FC non mostrano particolare suscettibilità all’infezione da parte di Enterococcus e di Streptococcus.

In sintesi, il lievito madre e i prodotti lievitati non sono di per sé fonte di contagio in persone con FC. In ogni caso il consiglio è quello di rispettare le comuni norme igieniche nella manipolazione degli alimenti.

Dott. Giovanni Taccetti, Direzione scientifica FFC Ricerca