Buongiorno,
vorrei esporre una mia preoccupazione per capire come comportarmi.
Ho una grande passione per la cucina e i prodotti lievitati. Da poco tempo ho reperito da un amico ristoratore del lievito madre solido (lo mantiene in vita da oltre 70 anni) e da circa 15 giorni, ogni giorno devo accudirmi di lui, rinfrescandolo con acqua e farina nuova e farlo lievitare in ambiente caldo (26/28gradi) e poi riporlo nel frigo.
Naturalmente in questi procedimenti ho premura ad usare dei guanti, e a pulire le superfici di contatto con dell’acqua e poi con dell’alcol puro (purtroppo alcune superfici non accettano altro).
Ho cominciato ad avere la paura che potrebbe essere un rischio per un paziente di fibrosi cistica, e visto che vorrei vivere questa esperienza con meno ansia possibile, volevo esporre a voi questo quesito.
In rete ho fatto svariate ricerche e domande anche all’intelligenza artificiale, che in linea di massima mi ha sì tranquillizzato, ma mi ha dato anche una lista dei microrganismi di solito presenti e tra questi alcuni sembrerebbero potenzialmente pericolosi o potenzialmente patogeni: lieviti; Saccharomyces cerevisiae, Candida humilis, Pichia kudriavzevii, Torulaspora delbrueckii, ecc…
Batteri Lattici (BAL): Lactobacillus (come L. sanfranciscensis, L. plantarum), Pediococcus, Leuconostoc, Enterococcus (fecalis etc) Streptococcus, Weissella.
Sperando, inoltre, che sia inospitale per i patogeni più frequenti in FC, vorrei capire cosa fare e se posso continuare a maneggiarlo e odorarlo come si fa di solito con il lievito madre oppure è meglio lasciare stare?
Vi ringrazio in anticipo per la disponibilità. Vi invio un augurio di un buon 2026