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2 Maggio 2006

Ancora incertezze sul da farsi per l’eradicazione precoce di Pseudomonas aeruginosa

Autore: Gabriele
Argomenti: Antibiotici, Pseudomonas
Domanda

Vorrei sottoporre alla vostra attenzione una situazione successa alla mia piccola che e’ fc.

A gennaio ha fatto un trattamento antibiotico endovena perche’ e’ stato trovato lo pseudomonas in un tampone faringeo.Finito il trattamento il tampone era negativo.

In un nuovo controllo di routine e’ dinuovo comparso, un mese fa, lo pseudomonas in un tampone faringeo.Abbiamo ripetuto nelle 2 settimane successive un tampone faringeo per settimana e tutti e 2 erano negativi per pseudomonas. Ora che fare?? intraprendere la terapia antibiotica per lo pseudomonas o no?? Posso ancora aggiungere che le condizioni polmonari di mia figlia sono, a detta dei dottori, buone.

grazie per la vostra disponibilita’ e professionalita’.

Risposta

P. aeruginosa è da considerare nei malati FC il principale germe patogeno e la sua presenza nelle vie aeree può associarsi ad una maggior frequenza di riacutizzazioni respiratorie. Recenti studi documentano che la percentuale dei pazienti colonizzati da P. aeruginosa aumenta con l’età, fino a raggiungere l’80% nei pazienti in età adulta.

Quando il germe ha colonizzato stabilmente le vie aeree, l’eradicazione non è più possibile. L’unica possibilità è il trattamento antibiotico precoce, cioè al momento dell’isolamento del germe dalle vie aeree. In questo caso la tempestività del trattamento garantisce un successo nell’85% dei casi. Il trattamento antibiotico precoce può essere effettuato con varie modalità, sia somministrando farmaci per via orale e/o aerosolica, sia utilizzando la via endovenosa. In sostanza non esiste uno schema di terapia antibiotica precoce che oggi possa essere considerato il “gold standard”, ma i vari schemi proposti sembrano avere un’efficacia sovrapponibile. Nella domanda non viene fatto riferimento all’età della paziente, ma il ricorso alla terapia per via endovenosa nelle fasi iniziali della colonizzazione da P. aeruginosa può essere stato suggerito dall’esperienza del clinico o dalla presenza concomitante di segni clinici di riacutizzazione respiratoria. Esperienze aneddotiche suggeriscono il ricorso alla terapia parenterale nei primi anni di vita, quando la compliance con i trattamenti per via aerosolica può non essere ottimale. Gli studi condotti sulla colonizzazione da P. aeruginosa e sulle modalità di trattamento sono tuttavia ancora pochi e le conoscenze incomplete.

Non sorprende il fatto che alla fine del periodo di cura endovenosa il germe non fosse più presente, per essere poi nuovamente isolato. Potrebbe trattarsi o di una colonizzazione successiva da parte di un ceppo diverso di P. aeruginosa, oppure della ricrescita dello stesso ceppo di P. aeruginosa, “sopito” ma non eradicato dalla terapia antibiotica parenterale effettuata. Solo studi di genetica dei germi con tecniche molecolari (non effettuabili nella pratica clinica) potrebbero far luce su questo fenomeno.

Da come è posta la domanda pervenuta, sembra che la nuova comparsa di P. aeruginosa non sia stata trattata con antibiotici, ma sia stata solamente oggetto di controlli microbiologici ravvicinati, risultati negativi. Se così fosse, vale la pena ricordare che non sempre l’isolamento del germe si trasforma con il tempo in colonizzazione cronica. In caso di pazienti non trattati con antibiotici la cronicizzazione di P. aeruginosa sembra verificarsi nel 50-60% dei casi, in caso di tempestivo trattamento antibiotico invece in una percentuale molto più bassa, intorno al 15%. Alla pressante domanda del genitore “Ora che fare?? Intraprendere la terapia per lo pseudomonas o no??” risponderei in questi termini: non appare logico trattare con antibiotici se il germe non è più presente. Oggi sappiamo che l’attendibilità dei tamponi (e di tutte le altre metodiche di coltura dal faringe) non sempre è ottimale. La coltura dall’espettorato ha un valore predittivo sicuramente più alto, ma non tutti i pazienti sono capaci di espettorare, soprattutto in giovane età. Il ricorso al tampone nella bambina appare comunque giustificato poiché le altre metodiche per prelevare secrezioni dalle vie aeree su cui eseguire le colture (lavaggio bronchiale) sono decisamente più invasive per la piccola paziente, e quindi da sconsigliare nella pratica clinica routinaria.

Poiché è possibile che la sensibilità di ogni singola coltura dal faringe non sempre sia ottimale, consiglierei di eseguire per un breve periodo controlli microbiologici ravvicinati (mensili), mi sento però di suggerire un tempestivo trattamento antibiotico in caso di isolamento del germe.

Riferimenti bibliografici:

– Buzzetti R, Braggion C, Festini F, Mastella G, Salvatore D, Taccetti G. Controllo e prevenzione delle infezioni respiratorie nel paziente affetto da fibrosi cistica. Verona 2005 Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica.

– Valerius N, Koch C, Hoiby N. Prevention of chronic Pseudomonas aeruginosa colonisation in cystic fibrosis patients. Lancet 1991; 338: 725-726

– Taccetti G, Campana S, Festini F, Mascherini M, Doring G. Early eradication therapy against Pseudomonas aeruginosa in cystic fibrosis. Eur Respir J 2005; 26: 458-461

– Wood D, Smyth A. Antibiotic strategies for eradicating Pseudomonas aeruginosa in people with cystic fibrosis. Cochrane Database Syst Rev 2006; 25: CD004197

Dr Giovanni Taccetti (Centro regionale FC di Firenze)


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