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31 Agosto 2015

Ancora su Pseudomonas e ambiente

Autore: Duilio - Simone
Domanda

Prima domanda
E’ stata trovata Pseudomonas aeruginosa nell’acqua della nostra piscina. Vorrei sapere se può essere stata portata dalle piogge.
Duilio

 

Seconda domanda
Buonasera, mio figlio di 14 mesi ha già contratto due volte il batterio Pseudomonas aeruginosa. Noi abitiamo in un terratetto vecchio ma completamente ristrutturato, vicini a bosco e campi che in inverno spesso sono umidi, così come il terrazzo e il vespaio sottopavimento. Ci sono probabilità di esistenza del batterio in questi ambienti? Ho sempre acceso un deumidificatore in casa che é impostato a 60% di umidità. Non attacca quasi mai però. Grazie
Simone

Risposta

Queste domande pongono sostanzialmente il quesito se l’ambiente in cui viviamo possa essere la fonte per l’acquisizione di Pseudomonas aeruginosa (o di altri batteri) da parte di persone con fibrosi cistica. Su questo sito si troveranno molte risposte e parecchi articoli relativi al problema. Si vedano ad esempio delle informazioni base nella domanda del 12.10.04, tuttora valide: Pseudomonas, dove, come, perché.
Numerose sono le domande sulle piscine come sorgenti del batterio. Riportiamo il passaggio di una risposta di qualche anno fa, che consideriamo tuttora ragionevole: “L’acqua dolce stagnante rappresenta l’ambiente naturale di alcuni germi capaci di causare infezioni acute e croniche nelle persone con FC, come ad esempio Pseudomonas aeruginosa. Le diverse linee guida esistenti sono concordi nel ritenere che, se le piscine sono adeguatamente disinfettate con cloro ed hanno un adeguato ricambio di acqua, possono essere frequentate in sicurezza dalle persone con FC. A questo proposito, le linee guida francesi dell’Associazione “Vaincre la Mucoviscidose” raccomandano per le piscine usate da pazienti FC una concentrazione di cloro tra 0,4 e 1,4 mg di cloro libero per litro, ed un pH tra 6,9 e 7,5”. Non abbiamo elementi per ritenere che le piogge di per sé siano vettori di inquinamento da Pseudomonas delle piscine. Se il batterio vi è stato isolato conviene verificare lo stato di ricambio e disinfezione di quella piscina.
Difficile dire se l’ambiente di cui parla la seconda domanda sia contaminato dal batterio o se le caratteristiche della struttura e la sua vicinanza a campi e boschi ne possano favorire la contaminazione. Certamente le condizioni di umidità dell’ambiente sono favorevoli al ristagno e allo sviluppo di Pseudomonas. Ma andrebbe escluso che la vicinanza ad un ambiente naturale pulito, come i campi e i boschi sia da guardare con sospetto.

Crediamo che la considerazione fondamentale da fare sia quella che abbiamo più volte riportato nel sito: Pseudomonas aeruginosa è un batterio ubiquitario, si trova cioè un po’ dappertutto, specialmente negli ambienti umidi, fuori casa e talora dentro casa. Originariamente è un germe poco interessato a colonizzare gli esseri umani. Quando questo avviene è perché vi sono delle condizioni nell’organismo umano che ne facilitano l’attecchimento e lo sviluppo: queste condizioni sono presenti nella maggior parte delle persone con fibrosi cistica, perché in questa malattia è difettoso il meccanismo (Clearance mucociliare) con cui i bronchi si liberano delle particelle estranee inalate, batteri compresi. Il batterio acquisisce virulenza e quindi capacità di danneggiare il polmone vivendo e crescendo nel polmone stesso. E’ giusto certamente disinfettare le piscine, regolare l’umidità di casa, evitare ristagni di acqua nell’ambiente dove viviamo tutti i giorni, controllare il filtri dei climatizzatori, etc; più difficile evitare il contatto con il batterio nell’ambiente naturale. Ma questo non significa dover guardare come ostile il campo giochi, il prato, il bosco, l’orto, la pioggia. Conviene più pensare a come rendere l’organismo più capace di difendersi dai batteri, assicurando un buono stato di nutrizione, una pulizia delle vie aeree, curando l’igiene personale, la pulizia delle mani e dei vestiti. Maggior rigore invece richiede il contatto con persone malate già colonizzate dal batterio, oltretutto perché questi ceppi colonizzanti possono già avere acquisito virulenza e resistenza agli antibiotici, ciò che invece non è in genere per i ceppi naturali o selvaggi. Vi è anche da dire che, mentre è dimostrato il rischio di contrarre Pseudomonas per una persona con FC se ha contatti abituali e frequenti con persone già colonizzate dal batterio, non si ha invece dimostrazione documentale che particolari ambienti domestici o naturali siano più favorevoli rispetto ad altri per l’acquisizione del batterio.

G. M.


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