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10 Agosto 2007

Fratture ossee e osteoporosi in fibrosi cistica

Autore: Raffaella
Argomenti: Osteoporosi
Domanda

A seguito di una banalissima caduta ho riportato una frattura dell’ ala dx della cresta iliaca e una sublussazione del coccige. i controlli radiologici hanno altresì evidenziato un severo stato di osteoporosi. cosa che non era mai stata evidenziata con la osteosonografia ,effettuate regolarmente nel tempo al centro fc cui sono seguita. la moc ha evidenziato un quadro fortemente variabile sullo stato della densità ossea (pressoché normale alle ossa periferiche, discreto alle anche , fortemente compromesso alle vertebre). dopo immobilizzazione ho ripreso lentamente a camminare. al momento mi è stato consigliato di evitare di sollevar pesi e caricare colonna vertebrale e di camminare all’ aria aperta. prima della caduta praticavo un riallenamento allo sforzo tramite cyclette giornaliera ( che ora per la sublussazione del coccige mi è impossibile fare) piscina (che sospendevo nel periodo invernale ) e tai chi.

l’ ortopedico mi ha consigliato il nuoto ma, durante un soggiorno a mare ho notato che nuotavo con molta fatica con forti dolori alla zona lombare e ho dovuto sostituirlo con camminate in acqua. ho altresì sospeso il tai chi in quanto ha un impegno muscolare che ora non riesco ad affrontare ho iniziato a praticare hatha yoga, seguita da una istruttrice che all’ estero ha lavorato presso ospedali. ovviamente è stato stilato un programma che tenesse conto dei miei problemi. il medico fc ha giudicato lo yoga negativamente. la sensazione soggettiva è stata invece di un buon miglioramento del quadro respiratorio ed un ottimo miglioramento per i dolori presenti alla schiena che mi affligevano da tempo e che il centro fc associava alla cifosi e non all’ osteoporosi.

davvero lo yoga è dannoso o semplicemente la scarsa conoscenza ed utilizzo di questa disciplina la fanno considerare in tal modo? ho quasi 38 anni, con insufficienza respiratoria che riesco a gestire ancora bene (fv1 tra 32% e 38% a seconda delle riacutizzazioni)non ho mai utilizzato ossigeno , con saturazione 96/98%, insufficienza pancreatica e diabete (in trattamento con glargine)e colonizzazione di b. cepacia da lungo tempo..

 

Risposta

In merito ai dubbi espressi, precisiamo che l’osteosonografia (analisi strutturale densitometrica del tessuto osseo con ultrasuoni) è una metodica di valutazione dell’osteoporosi ancora in gran parte oggetto di studi ed il suo significato clinico è ancora incerto, in particolare nei pazienti affetti da Fibrosi Cistica (Rossini M. et al, Quantitative ultrasound in adults with Cystic Fibrosis: correlation with bone mineral density and risk of vertebral fractures. Calcif Tissue Int, 2007; 80:44-49). Il “gold-standard” per la diagnosi di osteoporosi rimane per ora la MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata) della colonna e del femore con tecnica DXA (Dual X-ray Absorptiometry, densitometria a raggi X a doppia energia) (Organizzazione Mondiale Sanità 1994; Linee guida Società Italiana dell’Osteoporosi et al, www.siommms.it). Non si deve essere sorpresi o perplessi se la valutazione nel caso in questione ha dato risultanti discrepanti a seconda della sede esplorata: questo capita spesso, in particolare nei pazienti affetti da Fibrosi Cistica, a causa delle molteplici patologie e trattamenti concomitanti; d’altra parte è sufficiente la documentazione di un T-score inferiore a -2,5 nella colonna o nel femore per porre la diagnosi di osteoporosi. Peraltro, purtroppo nel caso della domanda la diagnosi è stata fatta sulla base della principale se non esclusiva manifestazione clinica dell’osteoporosi, indice appunto di fragilità scheletrica: una frattura insolita in seguito ad una banalissima caduta. E’ stata poi confermata dalle radiografie, le quali da sole possono far sospettare la diagnosi di osteoporosi quando il contenuto minerale osseo è già discretamente compromesso; le radiografie consentono inoltre di identificare eventuali complicanze dell’osteoporosi, quali appunto le fratture. Spero che nel caso presentato la cifosi non sia da attribuire a deformità “a cuneo” delle vertebre dorsali, possibili manifestazioni dell’osteoporosi.

Non vi sono attualmente controindicazioni assolute alle attività citate dalla nostra interlocutrice, le quali, se ben condotte e personalizzate, possono comportare molteplici benefici sulle componenti articolare e muscolare e contribuire a migliorare l’equilibrio; meno documentati sono effettivamente, per ora, gli effetti di tali attività sulla componente ossea. Alla luce delle conoscenze disponibili, le attività fisiche con i maggiori effetti positivi sulla densità minerale ossea sono quelle comportanti un certo carico, anche solo quello del proprio corpo (camminata veloce, attività con la palla, ballo…). Per saperne di più a questo proposito consigliamo di consultare il sito internet dell’International Osteoporosis Foundation www.iofbonehealth.org. Si veda su questa tematica anche la domanda-risposta del 30.06.07: Osteoporosi in fibrosi cistica; quali esami e quale terapia?

 

Maurizio Rossini
Ricercatore in Reumatologia, Dip.to Scienze Mediche e Chirurgiche,
Università Verona, sede di Valeggio


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