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5 Marzo 2013

Il crudismo: una pratica alimentare non raccomandabile per chi ha problemi con la fibrosi cistica

Autore: Ludmila
Argomenti: Alimentazione, Sport
Domanda

La dieta crudista è poco calorica: come faccio con tale dieta a compensare il dispendio energetico che subisco praticando lo sport intenso e nutrendomi con poche calorie?

Risposta

La dieta “crudista”, cui fa riferimento la domanda, è una alimentazione ispirata alla teoria o alla filosofia del “crudismo”. Il crudismo si basa su una dieta che prevede unicamente alimenti crudi, non lavorati. La dieta crudista può includere una selezione di frutta cruda, verdura, noci, semi (cereali, riso, anche già germinati), uova, pesce, carne e prodotti caseari non omogeneizzati e non pastorizzati (come il latte crudo, formaggi e yogurt di latte crudo). Il crudismo può includere qualsiasi dieta alimentare in cui il cibo possa essere trattato ad una temperatura che non superi i 40-46 gradi C. Alla base di questa teoria ci sarebbe la convinzione che i cibi crudi mantengono integri enzimi importanti e forniscono batteri e funghi utili all’equilibrio intestinale. Ci sono vari tipi di diete crudiste. La più diffusa è quella “vegana“, secondo cui i cibi non possono essere posti a temperature superiori a 40° e indica l’uso solo di frutta, verdura, noci, semi, cereali germogliati e legumi. Molto praticato è anche il crudismo vegetariano, che vieta la carne di qualsiasi tipo ed il pesce, mentre consente derivati animali, come il latte e le uova: la dieta comporta frutta, verdura, germogli, noci, semi, cereali, legumi, latticini, uova e miele. Poi c’è il crudismo “onnivoro” , che concede qualsiasi alimento, comprese quindi le carni, purchè non riscaldato oltre i 40°.

Immaginiamo che chi pone la domanda abbia problemi con la fibrosi cistica. In questa malattia è ben noto che è necessaria una alimentazione ipercalorica, che comprenda una assunzione equilibrata di alimenti, in cui i grassi abbiano una parte importante (a parità di peso hanno il doppio di calorie rispetto a proteine e zuccheri). Una alimentazione ipercalorica (da 20 a 40% di calorie in più rispetto al fabbisogno normale) è tanto più raccomandata se vi è insufficienza pancreatica. Nelle persone con fibrosi cistica l’attività fisica e lo sport sono fortemente raccomandati e per praticare senza danno un’attività sportiva sostenuta occorre un ulteriore supplemento di apporto calorico.

Queste diete “crudiste”, ammesso che soddisfino la gradevolezza dei cibi, non sono di per sé controindicate, anche se non conosciamo alcuna dimostrazione scientifica che ne confermino i vantaggi in salute rispetto ad una normale ed equilibrata alimentazione. Il problema è che debbano essere compatibili con un adeguato apporto energetico, altrimenti costituiscono si un rischio per la salute in un malato di fibrosi cistica, tanto più se pratica una buona attività fisico-sportiva. Non va dimenticato che spesso chi ha a che fare con FC è poco appetente e la preparazione di cibi saporiti, appetitosi e ben conditi (per i quali la cottura diventa spesso indispensabile) può incoraggiare l’assunzione di alimenti. Va detto anche che anni fa vi era stato uno studio irlandese che metteva in guardia le persone con FC dall’impiego di latte crudo, per la non rara presenza in esso di batteri patogeni, incluso B. cepacia, e raccomandava l’uso di latte pastorizzato o bollito (1).

1. Moore JE, McIlhatton B, Shaw A, Murphy PG, Elborn JS. Occurrence of Burkholderia cepacia in foods and waters: clinical implications for patients with cystic fibrosis. J Food Prot. 2001 Jul;64(7):1076-8.

G.M.


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