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12 Febbraio 2007

Pseudomonas aeruginosa e trapianto polmonare in fibrosi cistica

Autore: Fedora
Argomenti: Pseudomonas, Trapianti
Domanda

Ci sono nella letteratura scientifica informazioni su eventuale rapporto tra infezione da Pseudomonas aeruginosa (in particolare contratta prima dei due anni di vita) e trapianto polmonare?

Risposta

L’infezione polmonare da Pseudomonas aeruginosa è un evento assai frequente in fibrosi cistica e la frequenza aumenta con l’età: dopo i 18 anni l’80% dei pazienti ne è interessato (1). La quasi totalità dei pazienti che affrontano il trapianto polmonare (la massima parte in età adulta) ha infezione polmonare cronica da Ps aeruginosa. Tale infezione è in genere abbastanza ben trattabile (anche se quasi mai si riesce a eradicare il germe quando esso colonizza cronicamente) quando i ceppi di Pseudomonas in causa sono sensibili a vari antibiotici. Vi sono invece problemi per i pazienti colonizzati da ceppi cosiddetti “multiresistenti”, cioè resistenti a tutti gli antibiotici correntemente in uso. Questi pazienti in genere vanno meno bene di quelli colonizzati da ceppi sensibili agli antibiotici, richiedono trattamenti più intensivi e tendono ad essere più frequentemente sottoposti a trapianto polmonare (2).

Il problema dell’infezione da Pseudomonas dei polmoni trapiantati si è posto fin dall’inizio dell’esperienza del trapianto: la maggior parte dei trapiantati conserva infatti i ceppi batterici che aveva prima del trapianto (3) ed i seni paranasali sono il bacino più importante di questa conservazione, tanto che in passato alcuni centri di trapianto attuavano dopo il trapianto un trattamento chirurgico dei seni (4). L’infezione polmonare è la causa più comune di mortalità precoce nei trapiantati (intorno al 10%) (5). Tuttavia l’infezione da Pseudomonas aeruginosa non figura in genere tra le complicanze fatali del trapianto polmonare, né precoci né tardive, nemmeno nei casi che erano colonizzati prima del trapianto o sono stati colonizzati poi da ceppi multiresistenti (5, 6, 7). Altri germi sono in causa per tali complicanze infettive: in quelle precoci, ad esempio, Burkholderia cepacia, Aspergillus fumigatus ed altri funghi, micobatteri tubercolari e non tubercolari, in quelle tardive è in causa frequentemente il Citomegalovirus, ma anche funghi, associati spesso a rigetto cronico (7). Va segnalato tuttavia che, nonostante la minaccia delle infezioni e del rigetto, la sopravvivenza dei trapiantati appare ragionevolmente buona: dall’80 al 90% al primo anno, oltre il 60% a 5 anni (3, 6, 7). In particolare, merita segnalare che la colonizzazione, prima o dopo trapianto, con ceppi multiresistenti di Ps aeruginosa non sembra influire negativamente sulla sopravvivenza post-trapianto.

Non vi sono dati ed elementi di valutazione circa l’influenza sulla necessità di trapianto polmonare e sull’esito di questo per i pazienti che hanno acquisito Ps aeruginosa precocemente.

1) Rajan S, Saiman L. Pulmonary infection in patients with cystic fibrosis. Semin Respir Infect. 2002;17:47-56

2) Lechtzin N, et al. Outcomes of adults with cystic fibrosis infected with antibiotic-resistant Pseudomonas aeruginosa. Respiration. 2006;73:27-33

3) Quattrucci S, et al. Lung transplantation for cystic fibrosis: 6-year follow-up. J Cyst Fibros. 2005;4:107-114

4) Holzmann D, et al. Effects of sinus surgery in patients with cystic fibrosis after lung transplantation: a 10-year experience. Transplantation. 2004;77:134-6

5) De Soyza A, et al. Pulmonary transplantation for cystic fibrosis: pre-transplant recipient characteristics in patients dying of perioperative sepsis. J Heart Lung Transplant. 2003;22:764-9

6) Dobbin C, et al. The impact of pan-resistant bacterial pathogens on survival after lung transplantation in cystic fibrosis: results from a single large referral centre. J Hosp Infect. 2004;56:277-82

7) Sole A, et al. Lung transplantation for cystic fibrosis: infectious events. Med Clin (Barc). 2006;126:255-8

G.M.


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