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11 Maggio 2010

Trasmissione batterica: il caso di un operatore sanitario che teme di veicolare Pseudomonas dall’ospedale al figlio con FC

Autore: Luca
Domanda

Sono un Operatore Sanitario con un bambino piccolo affetto da FC. Dopo aver fatto presente in Azienda la mia situazione familiare, e con i benefici di legge, sono stato esonerato dai turni. Mi trovo spesso, essendo a disposizione per i turni di mattina, a frequentare reparti altamente a rischio. Finora, consapevole che la nostra professione comporta dei rischi non mi sono mai posto il problema… ma ultimamente sono venuto a contatto con pazienti che avevano referto positivo per Pseudomonas (al centro Ustioni ad esempio, ecc). Adotto tutte le precauzioni ed in particolare un accurato lavaggio delle mani.. ma non so quanto la mia professione possa essere rischiosa per mio figlio!! Vorrei un vostro parere e un suggerimento se debbo chiedere in Azienda di essere collocato in un Reparto meno a rischio. GRAZIE di cuore.

Risposta

Come ripetutamente scritto su questo sito, il batterio Pseudomonas aeruginosa è ubiquitario, cioè assai diffuso in tutti gli ambienti e normalmente esso è considerato un “saprofita”, in sostanza un batterio innocente o quasi. Tuttavia sappiamo che esso può acquisire attitudine ad impiantarsi più facilmente e ad assumere caratteri di virulenza in particolari condizioni in cui l’organismo umano, per ragioni varie, ha qualche difetto nei meccanismi di difesa antibatterica: tra queste condizioni ci sono la fibrosi cistica, le gravi ustioni, le malattie da immunodepressione, le pneumopatie bronchiectasiche ed altre. C’è raccomandazione di ridurre i contatti tra pazienti con FC per prevenire la possibilità che essi scambino tra loro batteri di difficile trattamento, in particolare Pseudomonas aeruginosa. Le persone sane che entrano in contatto con pazienti colonizzati da Pseudomonas hanno certamente meno possibilità di veicolare il batterio ad altri pazienti e tuttavia possono in qualche misura veicolarli, soprattutto se non usano corretti accorgimenti igienici (le mani sono il veicolo più comune e richiedono particolare attenzione nella pulizia e disinfezione). Un operatore sanitario che lavora in reparti ospedalieri con potenziale alta carica di batteri multiresistenti, tra cui Pseudomonas aeruginosa, ha certamente maggior rischio di veicolare questi batteri a soggetti con malattie esposte a facile colonizzazione batterica. Questo vale peraltro per il caso in cui l’operatore sanitario non usi particolari accorgimenti igienici. Non ci è dato di conoscere situazioni in cui genitori di bambini con FC abbiano veicolato Pseudomonas in quanto operatori sanitari attivi in ambienti ospedalieri. Pertanto non rimane che suggerire alcune indicazioni ispirate al buon senso e ad un supplemento di prudenza, ma senza atteggiamenti ossessivi, perché è con alta probabilità più facile che un bambino FC acquisisca il batterio dai comuni ambienti che frequenta nella vita di ogni giorno che da un genitore che opera in ospedale. Tuttavia, anche per una maggiore tranquillità del genitore operatore sanitario, può essere indicato evitare di operare in alcuni reparti che hanno più probabilità di ospitare pazienti con infezioni da Pseudomonas o altri batteri di difficile trattamento: tra questi, oltre ai reparti per fibrosi cistica, si possono considerare i reparti di malattie infettive, i centri ustioni, i reparti di rianimazione e cure intensive, i reparti di pneumologia.

G.M.


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