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16 Dicembre 2010

Una bimba che non vuol masticare

Autore: Susy
Domanda

Buongiorno, ho posto una domanda poco tempo fa, che trattava di un argomento diverso da oggi, dove mi avete esaustivamente risposto, spero che se ne pongo un’altra a distanza di poco mi rispondiate comunque. Sono molto preoccupata per mia figlia, 18 mesi, fibrosi cistica con insufficienza pancreatica. La mia preoccupazione nasce dal fatto che è sempre stata una bimba con molto appetito e la sua crescita, nonostante che alla nascita fosse partita da un 10° percentile, è andata sempre migliorando fino al 50°. Adesso purtroppo è qualche mese che il suo appetito è calato di molto, soprattutto in questi ultimi 2 mesi: di conseguenza abbiamo anche notato un calo del percentile al 25°. Nonostante abbia un anno e mezzo, non riesco ad oggi a darle ancora pezzettini di carne o varie ed a farla masticare: non le piace e mi sputa tutto ciò che va masticato, a parte i biscotti. Questo mi ha costretto (sempre comunque tentando ogni tanto) a farle ancora pappe uniche frullate. E’ una bimba che da sempre ha avuto un addome un po’ disteso e parecchia aria quindi ho avuto sempre il timore anche ad introdurre i legumi che ancora oggi non mangia. Mi chiedo se a questo punto, nonostante l’addome a volte un po’ con aria, posso iniziare ad introdurli, quali e in quale maniera. L’uovo l’ho introdotto circa 4 mesi fa con successo, e glielo davo 2 volte a settimana. Da quando però le è venuta una gastroenterite purtroppo non lo vuole più; l’ultima cosa che mangiava prima di sentirsi male fu proprio l’uovo e da allora credo lo associ a questo sentirsi male. Comunque, ogni tanto ritento, ma con insuccesso. Il pesce non lo mangia, nè omogeneizzato nè fresco… non le piace. Il formaggio lo mangia a volontà. I passati di verdura li faccio molto leggeri, solo con carote, patate e poco zucchino, perchè i legumi, come detto sopra, non li ho ancora introdotti. La bietola non posso metterla perchè ho notato che ogni volta le viene la diarrea. Il pomodoro non le piace. Ho provato anche il pesto, l’ho preso al banco fresco, senz’aglio, però la sera le è apparsa come una retina di puntini su tutto il busto, poteva essere stato il pesto? Vorrei sapere di fronte a tutto questo cosa posso fare, come devo comportarmi coi legumi, con il pesto e in generale desidererei qualche consiglio per quanto detto sopra o magari uno schema di una settimana tipo per la sua alimenta

Risposta

Commento della dietista

Ho letto la lunga domanda con molta attenzione e vi ho letto anche tutte le ansie di una mamma (giustificate).

Cercherò di rispondere punto per punto .

  1. l’oscillazione periodica dal 25° al 50° centile nella crescita di un bimbo è normalissima: non sempre la curva deve seguire pedissequamente le curve standard di crescita, e oltre al peso andrebbe anche valutata la lunghezza, con il rapporto che c’è tra quel peso e quella lunghezza.
  2. per quanto riguarda i cibi a pezzetti, dobbiamo ricordarci che i bimbi hanno dei tempi di maturazione diversi da caso a caso: non sempre un bimbo di 18 mesi deve necessariamente saper o voler masticare. Diamo alla piccola i suoi tempi dunque e proporrei di continuare le pappe uniche frullate e di riproporre almeno 2 – 3 volte a settimana i cibi a pezzetti, tipo polpettine di tritato o prosciutto cotto cioè cibi più morbidi che necessitano di minore masticazione.
  3. per quanto riguarda l’addome disteso, c’è da chiedersi se la piccola prende gli enzimi pancreatici correttamente: perché questo aspetto dell’addome potrebbe far pensare a un non sufficiente controllo digestivo da parte degli enzimi.
  4. si ai legumi perché sono un’ ottima sostituzione delle proteine della carne e del pesce: almeno 2 volte a settimana quelli secchi. Per evitare che si possa formare ulteriore aria consiglio di non frullarli ma di passarli nel classico passa-pomodoro, in modo tale che le scorie della buccia non finiscano con il passato, riducendo così la produzione di gas.
  5. per reintrodurre l’uovo, due dritte culinarie: fare una semplice pasta alla carbonara con il prosciutto cotto in sostituzione del guanciale e usando un tuorlo intero per girare la pasta in padella e farla insaporire un po’. Oppure fare delle frittatine con: un uovo intero, pangrattato, parmigiano, latte, sale, fino ad ottenere una consistenza tale da poterle prendere con un cucchiaio e versarle in padella in olio caldo, appena cotte versare le frittatine nel sugo di pomodoro cotto a parte e fare insaporire circa 15 minuti: per ogni 2 polpettine cosi fatte 2 creon da 10.000.
  6. per quanto riguarda il pesce si è mai provato a fare il brodo di pesce con olio, pomodoro, cipolla e prezzemolo, colandolo e cucinando la pastina nel brodo ottenuto aggiungendo a fine cottura 1 cucchiaio di pesce frullato? Per una porzione 2 creon da 10.000.
  7. per quanto riguarda il pesto, forse le hanno dato fastidio le mandorle. E’ consigliabile la frutta secca solo dopo i 3 anni.
  8. per lo schema settimanale è preferibile rivolgersi alla dietista del centro dove la piccola è seguita.

Sabrina La Fata, (Dietista, Centro Regionale Fibrosi Cistica, Palermo)

Commento della Psicologa

La lettera, quella di una mamma preoccupata di fare il meglio per la sua bambina, che inizialmente cresceva bene e che da qualche tempo sembra avere rallentato, con modifica notevole del suo “appetito”, solleva molte considerazioni. Farla crescere e alimentarla nel “modo giusto” è collegato non solo all’idea di riuscire ad avere un buon controllo sulla malattia – e quindi un senso di efficacia delle cure – ma, in generale, anche ad una verifica delle proprie qualità materne (“sono buona madre”): quindi non solo curare il proprio figlio, ma anche farlo crescere bene è compito del genitore di un bambino con FC.

Emerge una preoccupazione diffusa, che è nei “numeri” dei percentili che sembrano scandire l’andamento della sua crescita, è nell’elenco dei numerosi cibi provati a volte con insuccesso: il clima emotivo è quello di difficoltà (molti degli alimenti proposti sono rifiutati), c’è una altissima attenzione sul momento del pasto, tanti interrogativi: “cresce?….faccio bene?…perché non mi mastica?…le fa male? E se le fa male?…controlliamo se le ha fatto male.”.

La relazione alimentare tra genitore e bambino in generale non è semplicemente “introdurre calorie” ma anche comunicare emozioni, come il piacere, il gusto, il gioco, ma anche l’ansietà, le paure, che possono rendere la proposta del cibo più frammentata, a volte più rigida o piena di espedienti. I periodi di variazione dell’appetito a volte sono fisiologici, altre volte possono andare di pari passo con eventi di stress familiare o oscillazioni dell’emotività di chi ha cura del bambino (genitore), ma anche con aspetti caratteriali (indipendenza e oppositività), che si strutturano via via nel bambino.

Come a volte può succedere anche a bambini senza malattia cronica, la bambina della domanda potrebbe avere una lieve inibizione della masticazione, che spesso insorge in specifici periodi di crescita (es., la dentizione): non bisogna allarmarsi però, ma cercare di valutare se nel genitore c’è una forte ansietà legata al momento del pasto (“deve mangiare, non può non mangiare”, il cibo non come piacere ma come dovere, quasi un farmaco), e se nella bambina il cibo solido sollecita “ansie” che si traducono nel rifiuto dello stesso (succede). A seguire, se questo aspetto persiste, sarebbe utile un approfondimento psicologico: ci si può allo psicologo del centro, o ad un consulente psicologo infantile.

Come operatori FC conosciamo i motivi dell’ansietà di un genitore, soprattutto legata alla crescita ed all’alimentazione, e per questo non minimizziamo i problemi; ma dobbiamo sempre chiederci se la stessa ansietà (comprensibile, come qui è stata espressa), a volte rinforzata da interventi medici troppo prescrittivi e rigidi, non favorisca lo strutturarsi di alcune rigidità, o di comportamenti oppositivi, evasivi o selettivi rispetto al cibo.

Sono però problemi che possono essere superati e che ci dicono che la crescita del bambino ha una forte sensibilità al clima emotivo dell’ambiente familiare in cui è inserito, e che può segnalare aspetti di disagio affrontabili.

Sabrina La Fata, (Dietista, Centro Regionale Fibrosi Cistica, Palermo) e Serena Di Marco (Psicologa, Centro Regionale Fibrosi Cistica, Palermo)


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