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18 Giugno 2015

Eradicazione di Pseudomonas: effetti a distanza

Dr. Laura Minicucci, Centro Regionale Ligure FC, Ospedale Gaslini, Genova

Effetti a lungo termine della terapia eradicante dopo la prima infezione da P. aeruginosa.

Pseudomonas aeruginosa (P.a.), soprattutto nella sua forma mucoide, è il più importante patogeno colonizzante le vie aeree in Fibrosi Cistica (FC) e il tentativo di eradicarlo, al momento della sua prima comparsa nella cultura dell’escreato, è diventato un cardine del protocollo terapeutico della malattia. Poiché è passato abbastanza tempo da quando è in atto l’indicazione alla terapia eradicante, è oggi possibile indagare quali caratteristiche cliniche e microbiologiche si associano, a lungo termine, al successo della terapia eradicante stessa. Lo studio internazionale EPIC (1) aveva confrontato l’efficacia di due distinti protocolli di eradicazione di P.a. alla prima comparsa del germe in escreato e aveva considerato riuscito il tentativo di eradicazione se il paziente trattato era rimasto libero da P.a. per l’anno seguente alla fine della terapia effettuata. Lo studio aveva dimostrato che la terapia era stata efficace in circa i due terzi dei bambini arruolati, senza differenza significativa tra i due protocolli antibiotici considerati, e aveva raccolto un campione ragguardevole di pazienti, considerato sufficiente per ottenere informazioni.

Gli Autori del presente studio osservazionale retrospettivo (2), quindi, hanno raccolto i dati riferiti a 249 bambini di età compresa tra 0 e 12 anni all’epoca dello studio EPIC. In 172/249 bambini la terapia aveva avuto successo (Gruppo A), mentre in 77/249 la terapia aveva fallito (Gruppo B). Il gruppo A e il gruppo B non presentavano, al momento dello Studio EPIC, differenze anagrafiche e cliniche significative. Il follow up considerato in questo nuovo studio, successivo allo studio EPIC, è stato di 5 anni (range 0,3-6,6 anni), nel corso dei quali tutti i bambini dei due gruppi avevano effettuato almeno una cultura escreato all’anno.
P.a è stato nuovamente isolato in escreato dopo 3,5 anni nel gruppo A e dopo 1 anno nel gruppo B. Nel periodo considerato, sono diventati portatori cronici di P.a il 23% dei pazienti del gruppo A e il 56% dei pazienti del gruppo B e il gruppo B è risultato significativamente associato ad un maggior rischio di colonizzazione cronica da P.a. mucoide.
Non sono emerse differenze significative tra i due gruppi riguardo al numero di riacutizzazioni polmonari e la funzionalità respiratoria è rimasta sostanzialmente stabile in entrambi i gruppi durante il periodo di osservazione.

Conclusivamente, la riuscita eradicazione di P.a si è dimostrata associata ad una evoluzione migliore nell’assetto microbiologico dei pazienti in cui è stata ottenuta, ma non ha mostrato un impatto migliore nell’evoluzione clinica degli stessi pazienti.
A commento dei risultati ottenuti, gli Autori ipotizzano che la terapia anti P.a. effettuata, anche se non sufficiente a determinare una eradicazione del germe dall’escreato, possa aver diminuito la capacità del germe stesso a dar luogo a riacutizzazioni polmonari. Inoltre, sulla base del fatto che sono state definite riacutizzazioni solo quelle che hanno richiesto una terapia antibiotica e.v., l’informazione andata persa riguardo alle riacutizzazioni più lievi avrebbe forse potuto meglio dimostrare differenze significative tra i due gruppi.

Il periodo di follow up considerato potrebbe, infine, essere troppo breve per permettere la valutazione del reale impatto clinico da parte della condizione microbiologica più severa, propria del gruppo B, e il parametro di funzionalità respiratoria valutato (FEV1%) potrebbe essere non abbastanza sensibile per rappresentare la condizione respiratoria nei pazienti più giovani.
I risultati di questo studio, quindi, non dovrebbero indurre a modificare gli attuali protocolli che stabiliscono necessario il tentativo di eradicazione di P.a. al primo isolamento in cultura escreato, perché, probabilmente, anche se non rilevabili nei tempi considerati, il miglior esito microbiologico dei pazienti che hanno risposto favorevolmente alla terapia eradicante, potrebbe riflettersi sulla condizione clinica in tempi di osservazione più lunghi.

1. Treggiari MM, Retsch-Bogart G, Mayer-Hamblett N, et Al. Comparative efficacy and safety of 4 randomized regimens to treat early Pseudomonas aeruginosa infection in children with cystic fibrosis.. Arch Pediatr Adolesc Med. 2011 Sep;165(9):847-56. doi: 10.1001/archpediatrics.2011.136
2. Mayer-Hamblett N, Kloster M, Rosenfeld M, Gibson RL, Retsch-Bogart G, Emerson J, Thompson V, Ramsey BW.Impact of Sustained Eradication of New Pseudomonas aeruginosa infection on Long Term Outcomes in Cystic Fibrosis Clin Infect Dis. 2015 May 13. pii: civ377[Epub ahead of print]