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17 Gennaio 2011

Il significato della presenza di Candida albicans nell’escreato FC

G.Borgo

Il fungo Candida albicans è spesso identificato nell’escreato dei malati FC, ma la sua presenza è considerata priva di significato patogeno. Solo se le difese immunitarie sono compromesse o in circostanze particolari (uso prolungato di cortisone o antibiotici) la Candida dà infezione (per esempio del cavo orale o della mucosa vaginale). Scopo di questo lavoro realizzato da un centro FC di Dublino è conoscere la frequenza con cui Candida compare saltuariamente o stabilmente nell’escreato FC, e identificare, tra una serie di parametri clinici, quelli che più fedelmente predicono la sua presenza. Lo studio si estende su di un ampio arco di tempo: 1998-2008 (trial prospettico osservazionale). I risultati indicano che la colonizzazione da Candida interessa quasi la metà (49.4%) dei pazienti adulti e che l’evento che più spesso la predice è un’esacerbazione respiratoria seria al punto da richiedere ricovero ospedaliero.

Questo dato apre ipotesi nuove sul reale significato della presenza della Candida nell’escreato.

Si tratta di una popolazione di adulti (89, con età media 25 anni), di cui vengono presi in considerazione 3916 esami dell’escreato nell’arco di 11 anni. In base al risultato di questi vengono distinti in due sottogruppi: uno composto da quelli che hanno colonizzazione (cronica o intermittente: 44) , un altro da quelli che non ce l’hanno (è scomparsa o non è mai comparsa: 45). Le analisi statistiche suggeriscono che quelli con colonizzazione hanno più modesta funzionalità respiratoria e più basso peso. Inoltre un quadro polmonare più severo, cui si accompagna un maggior numero di esacerbazioni infettive: in particolare le esacerbazioni aumentano nettamente dopo il primo isolamento di Candida. Sempre nei colonizzati rispetto ai non colonizzati anche l’andamento nel tempo della FEV1 e dello stato nutrizionale sembra essere più critico rispetto agli altri. Gli indicatori più predittivi della colonizzazione di Candida sono la concomitante presenza di Pseudomonas e Aspergillo nell’escreato, l’insufficienza pancreatica, un quadro di osteopenia. Contrariamente a quello che si può pensare, non vi è associazione fra colonizzazione da Candida e uso di antibiotici anti-Pseudomonas.

Secondo gli autori non ci sono elementi sufficienti in base a questi dati per ritenere la Candida sia essa stessa responsabile di una serie di eventi fra cui le esacerbazioni infettive. I dati raccolti suggeriscono che Candida sia un marker microbiologico di un andamento peggiorativo della malattia, ma non l’agente responsabile. E’ più probabile che la Candida albicans sia il segnale della presenza di un batterio altamente virulento come Pseudomonas e che fra fungo e batterio si stabilisca un’interazione che aggrava la virulenza e porta alle esacerbazioni. Gli Autori suggeriscono che studi su modelli animali potrebbero indagare il significato di questa interazione per definire meglio le scelte terapeutiche.

Chotirmall SH, O’Donoghue E et all “Sputum Candida albicans presages FEV1 decline and hospital-trated excerbation in cystic fibrosis” Chest 2010; 138(5):1186-1195