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9 Febbraio 2021

L’ultimo saluto al Prof

La Pala del Mantegna e la maestosa Basilica di San Zeno, hanno accolto oggi l’estremo saluto al Professor Gianni Mastella da parte di familiari, amici, colleghi, ricercatori, pazienti, volontari, delegati e collaboratori della Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica, di cui il Professore è stato cofondatore, anima e motore per quasi vent’anni…

Una cerimonia intensa, arricchita da numerose sentite testimonianze, che abbiamo scelto di condividere con i tantissimi che, causa restrizioni Covid-19, non hanno potuto essere presenti. A partire dall’intervento del Presidente FFC Matteo Marzotto, che ci ha restituito il ritratto di un uomo dal carattere forte, a tratti difficile, di grande carisma, di cui talvolta ha avuto quasi timore, dalle fattezze quasi statuarie, inalterabili nel tempo. “Un’immensa eredità quella lasciataci dal Professor Gianni Mastella – ha dichiarato Matteo Marzotto – che ci impegniamo tutti a onorare a testa alta e a valorizzare al nostro meglio. Del resto, è proprio insieme a lui che abbiamo definito la nostra nuova strada, per una Direzione Scientifica Allargata in linea con l’attuale realtà multidisciplinare di Fondazione. Un progetto che, ne siamo sicuri, renderà FFC sempre più autorevole e pronta ad affrontare le prossime ambiziose sfide della Ricerca”.

E del mandato che il Professore ci ha lasciato, ha parlato anche Graziella Borgo, vicedirettore scientifico FFC: “Un raro impasto di sentimento e ragione, mente e cuore, lucida – quasi ossessiva – analisi intellettuale e contemporaneamente animo aperto all’ascolto, attenzione all’individualità della persona, alla sua storia, ai suoi bisogni. Al punto che, se scattava una certa scintilla, ognuno aveva la sensazione di stringere con lui un legame profondo.  In lui – ha proseguito – c’era una straordinaria energia vitale e un’ineguagliabile capacità organizzativa, basata sul fatto che a tutti si sentiva di chiedere l’impossibile, visto che lo chiedeva per primo a se stesso”.

A chiusura, le parole emozionate di Claudia Rinaldi, malata e delegata FFC, che si è fatta portavoce delle Delegazioni, dei Gruppi di Sostegno, di tutti i Volontari FFC: Caro Prof, il mio primo ricordo di te, ovviamente tramandato, è di un parco sotto la neve fredda di marzo del 1976 al mio primo ricovero, dopo che la mia famiglia aveva ricevuto la diagnosi di fibrosi cistica. Io avevo 8 mesi, tu mi tenevi in braccio e fumavi la pipa. Ho una foto di quel momento che conservo nel mio album di famiglia. Allora tu mi salvasti la vita, e insieme alla mia, quella della mia famiglia. Allo stesso modo, nel tempo, salvasti la vita di tanti bambini e di tante altre famiglie. Ridendo e scherzando sono alle porte dei 46 anni, un traguardo che ho potuto raggiungere grazie a te. Il tempo è trascorso e in questo tempo mi hai insegnato, come diceva Gandhi, che “La vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia”. Mi hai insegnato ad accettare, non con rassegnazione, i cambiamenti che con il passare del tempo arrivavano. Mi hai insegnato a vivere, non sopravvivere, quando ho dovuto salutare amici e compagni di cammino. La mia storia è quella di tante altre famiglie, volontari, Delegazioni e Gruppi di sostegno sparsi in tutta Italia. Questa giornata non vuole vuole segnare un distacco: continueremo sulla strada da te indicata e un giorno ci rivedremo: non so dove, ma lo so! E spero ne sia convinto anche tu. Arrivederci, caro Prof.

Ti vogliamo bene
La tua piccola Claudia
I tuoi “figli FC”
Le tue Delegazioni
I tuoi Gruppi di sostegno
I tuoi volontari
Tuoi oggi e per sempre”.


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Un sentito ringraziamento alla cantante Stella Capelli, che ha dedicato a Gianni Mastella l’Ave Maria di Schubert e al quartetto d’archi Caprice, composto da Lorenzo Gugole, primo violino; Silvia Bisin, secondo Violino; Daniela Bazzoni, Viola; Giordano Pegoraro, Violoncello, per aver accompagnato la cerimonia.