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28 Agosto 2011

La cura per la fibrosi cistica

Autore: Giuseppe
Argomenti: Nuove terapie
Domanda

Troveranno la cura per la fibrosi cistica?

 

Risposta

Non è solo una speranza, ci sono concrete ragioni per pensare che succeda, dal momento che:

  • la FC è una delle più frequenti malattie genetiche gravi con cui un bambino può nascere. La ricerca scientifica è sicuramente impegnata sul fronte di molte altre malattie genetiche, soprattutto da quando si è aperta la nuova frontiera di quel ramo della genetica che identifica i geni-malattia e ne studia i meccanismi. Ma nessuna di queste altre malattie ha, nelle nazioni del mondo industrializzato (Europa, NordAmerica), la diffusione della FC. Poiché i risultati della ricerca, oggi come oggi, si possono pensare fortemente influenzati dall’entità degli investimenti economici, non c’è dubbio che nel campo della ricerca della cura per la FC molte potenti nazioni, Stati Uniti in testa, stiano investendo molto e intendano farlo nel prossimo futuro. E’ un dato di realtà : finché l’incidenza della malattia FC continuerà ad essere questa, l’impegno della comunità scientifica nei suoi confronti continuerà ad essere elevato, risorse economiche permettendo. L’impegno della società civile pure continuerà ad essere elevato e quindi favorevole alla raccolta e utilizzo di fondi, orientati a trovare la cura per guarire. Infatti, e questo è un altro argomento da tener presente, in altre malattie genetiche con frequenza elevata, per esempio nel campo della talassemia, c’è la possibilità di prevenire la nascita di nuovi nati malati attraverso l’identificazione delle coppie di portatori sani. Esiste un test semplice, economico e sicuro per identificarle. Non è così per la FC, perchè il test per il portatore FC ha ancora grossi limiti. Ecco quindi che pochi paesi l’hanno adottato e la prevenzione della malattia non è una strategia largamente praticata, mentre la ricerca della cura è un’esigenza largamente sentita anche a livello sociale e anche in base a valutazioni socioeconomiche.
  • La ricerca di nuove terapie ha portato negli ultimi anni allo sviluppo dell’area chiamata terapia farmacologica del difetto di base. I risultati in quest’area si stanno facendo progressivamente più consistenti : lo studio di farmaci correttori o potenziatori della proteina CFTR mutata finora hanno dato sempre maggiori conferme. Riportiamo a titolo d’esempio quello che sembra essere il più avanzato di questi nuovi farmaci, il potenziatore chiamato VX-770 che in uno studio di fase III, su ampio numero di malati FC con mutazione G551D, ha dimostrato di portare ad una quasi normalizzazione i valori del test del sudore: questo è il segno più evidente (e per certi versi sensazionale) che il farmaco agisce effettivamente sul difetto di base. La mutazione in causa è abbastanza rara, però vi sono segnali buoni che il VX-770 agisca in qualche misura anche sulla più comune DF508, verso la quale soprattutto potrebbe essere efficace la combinazione di un potenziatore con un correttore (VX-809). Tutta l’area di ricerca in questo campo, inizialmente sviluppata verso alcune particolari mutazioni, ma suscettibile di estensione alle altre cha agiscono con meccanismi simili, può portare a scoperte decisive.
  • Quindi il momento che la ricerca in campo FC sta attraversando è estremamente promettente, tale da aprire orizzonti suscettibili di sensazionali sviluppi. Per essere onesti, bisogna dire che c’è stato un altro momento carico in maniera simile di grandi promesse, ed è stato quando intorno agli anni ’90 la ricerca aveva imboccato la strada della terapia genica. La strada intrapresa allora era quella di inserire nelle cellule respiratorie del malato un gene CFTR normale, veicolato da virus vettori, che funzionasse in sostituzione del gene difettoso. I tentativi si sono arenati di fronte alla complessità del problema e al rischio di pesanti effetti collaterali. Oggi pochi gruppi di ricerca (soprattutto uno inglese) investono in questo campo, in cui le sperimentazioni non hanno mai superato la fase II (studio su ristretto numero di malati dell’efficacia ma soprattutto dell’innocuità dell’intervento).Tentando un paragone concreto fra i due momenti, quello attuale ha visto il concorso di un maggior numero di gruppi di ricerca, una maggior solidità di dati di ricerca ed è già più avanzato in termini di risultati.
  • Trovare il modo di guarire la FC è difficilissimo: un percorso in salita e pieno di curve che non hanno finora permesso di intravvedere il traguardo finale. Ma in base ai dati recenti si può pensare che la meta sia visibile e raggiungibile, al di là della curva appena superata (1), anche se per domande che si affacciano a questo punto (in quanto tempo? ) non possiamo ancora dare quelle risposte certe che vorremmo dare.
  • E’ anche possibile che sia l’aspettativa che la qualità di vita dei malati di FC migliori perchè la ricerca mette a disposizione una serie di farmaci che non risolvono, ma limitano le conseguenze del difetto genetico di base: e quindi trasformano la malattia da malattia che mette a rischio e fa perdere la vita prima del tempo, in malattia cronica compatibile con l’attesa di vita della popolazione generale. Le ricerche nel campo dell’infiammazione e dell’infezione polmonare FC hanno portato di recente all’identificazione di nuove molecole molto promettenti in questo senso. Questo è un altro scenario possibile, realisticamente più vicino degli altri e comunque in grado di far guadagnare tempo e vita.

1) Può essere che un giorno non troppo lontano i malati FC possano guarire definitivamente? 24/10/2009

 

G. Borgo


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