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9 Febbraio 2018

Riflessioni sugli integratori alimentari proposti per aiutare i pazienti FC

Autore: Teresa
Domanda

Buongiorno, sono mamma di una bimba FC di 10 mesi con insufficienza pancreatica. Sono recentemente venuta a conoscenza che esistono alcuni integratori alimentari, apparentemente molto validi, che sono stati formulati appositamente per aiutare i pazienti FC. Essi vengono commercializzati col nome di Indrepta (A, B, o C) e TauriNAC. Avete informazioni a riguardo? e soprattutto mi interessa un vostro parere sull’efficacia o quanto meno sulla non tossicità se somministrati a bimbi molto piccoli. Grazie come sempre per la vostra dedizione. Cordialmente.

Risposta

I preparati citati nella domanda (Indrepta e TauriNAC) rientrano tra i cosiddetti integratori alimentari. Questi sono prodotti, in genere di elaborazione industriale, che contengono sostanze di origine naturale (ma spesso sintetiche), presenti soprattutto nella frutta e nei semi, ma anche in altre parti di alcune piante. Tali sostanze quindi sono più o meno contenute in molti degli alimenti che consumiamo. Di alcune di tali sostanze si conoscono la struttura e la funzione in alcuni processi metabolici dell’organismo, di altre si ipotizzano benefici, anche se non documentati. Si può dire che si tratti di nutrienti che introduciamo con il cibo (che è composto principalmente da proteine, grassi, carboidrati, acqua e sali), quando è sufficientemente variato e costituito in buona misura da alimenti naturali freschi che, nel loro insieme e in piccolissime dosi, apportano all’organismo princìpi utili al suo regolare funzionamento. Un tipico esempio di integratori alimentari sono le vitamine. Negli anni, oltre alle vitamine, si sono fatti strada una larga gamma di prodotti commerciali in cui sono concentrate sostanze naturali di cui si intendono sfruttare le proprietà benefiche conosciute o solo ipotizzate, proponendo di apportare all’organismo maggiori quantità e alcune novità di tali sostanze, che i cibi comuni non apportano a sufficienza (in questo senso sarebbero “integratori”). Alcuni integratori alimentari sono proposti addirittura come rimedi curativi, anche se medicine non sono, utili per curare questo o quel malanno. Nella massima parte, questi integratori non sono validati da studi clinici su base scientifica, ma attraggono i consumatori (talora confortati anche da qualche medico) con la promessa del beneficio che i loro contenuti dovrebbero apportare.

Degli integratori Indrepta e TauriNAC non siamo riusciti a trovare informazioni nella letteratura scientifica e ci risulta che non siano in commercio in Italia. Abbiamo quindi cercato notizie su web ed altre fonti, prevalentemente fornite da chi produce e commercia questi preparati in USA e riferite anche da un sito americano che si rivolge a pazienti FC, di cui ci sfugge lo scopo e l’affidabilità, che ne incoraggia l’uso.

Indrepta (prodotto da SRT Biotech) è un preparato in capsule che contiene vari composti naturali, di derivazione da piante, con la struttura chimica dei polifenoli. Della maggior parte di questi fenoli è segnalata un’attività antiossidante e antinfiammatoria. Sono sostanze ampiamente contenute negli alimenti, in particolare in certi tipi di frutta, ma non solo. Il prodotto Indrepta conterrebbe alcuni composti che, in varia misura, hanno costituito oggetto di studi di laboratorio con riferimento anche alla fibrosi cistica. Alcuni sono entrati negli studi di screening orientati alla scoperta di farmaci modulatori della proteina CFTR mutata, anche se non sono arrivati alla soglia del farmaco sperimentabile nell’uomo. Altri sono impiegati solo come reagenti utili a esperimenti di stimolazione in vitro della funzione CFTR (es. il Forskolin). Questi precedenti di laboratorio sembra siano stati sufficienti per combinare una miscela di svariati polifenoli da proporre alle persone con FC, con intenti anti-ossidanti e anti-infiammatori ma soprattutto come modulatori della proteina CFTR. I documenti pubblicati su web sostengono che i pazienti ne ricavano beneficio ma nessuno studio clinico viene riferito né risulta sia mai stato condotto con tale miscela. Del prodotto vi sono tre versioni (A, B, C) che si diversificano per qualche componente. I composti descritti come componenti dell’integratore, in genere derivati da piante, sono in particolare: Curcumin, Resveratrol, Naringin, Quercetin, Bioperin, Silymarin, Epigallocatechin gallate, alpha lipoic acid, Forskolin, Amentoflavone-Apigenin. Il preparato C addirittura viene indicato per pazienti FC con mutazioni stop, con la presunzione di contribuire a indurre una completa sintesi della proteina CFTR, che la mutazione di stop interrompe prematuramente. Non siamo riusciti a trovare la concentrazione di ciascuna di tali sostanze nel preparato integratore. E a questo proposito vorremmo ricordare che quando un composto deve diventare farmaco, applicabile con vantaggio e sicurezza nell’uomo, si deve valutarne la affinità per le funzioni organiche che si vogliono correggere, ma anche la sua potenza, la farmacocinetica, la farmacodinamica, la non tossicità in vivo sui vari organi e sulle varie funzioni: queste sostanze non hanno avuto ancora tale privilegio. E comunque la dose della singola sostanza attiva è un elemento di cruciale importanza, sia sotto il profilo di efficacia che di quello di tossicità. Questo preparato entra già in qualche modo nel percorso commerciale, come integratore alimentare, sfruttando dei suoi componenti il passaggio in qualche studio scientifico come referenza e garanzia per proporlo ai malati.

L’integratore TauriNAC (promosso e prodotto dalla Sharktank Research Foundation) è una cosa più semplice e meno ambiziosa. Si tratta di un preparato proposto ai malati FC in pacchetti di polvere contenente soprattutto N-acetilcisteina, associata a taurina, magnesio, estratto di tè verde, vitamina C e “altre cose” (sic).  Il preparato viene raccomandato soprattutto per un’azione antiossidante e antinfiammatoria dei suoi composti. Del resto la N-acetilcisteina è da decenni in uso in Italia, e non solo, sotto il nome di fluimucil: ha certamente una qualche azione antiossidante e per questo è impiegata per bocca, pur con risultati discutibili, nelle patologie broncopolmonari; ha anche un notevole effetto mucolitico in provetta ma questo non è altrettanto evidente quando somministrata per bocca o per aerosol. C’è stato anche uno studio clinico su pazienti FC, ma con insufficienti risultati.

Una considerazione generale per questi integratori alimentari, proposti come “medicine”: come quasi tutti gli integratori alimentari, non hanno in genere un ragionevole supporto scientifico, anche se talora, come nel caso di Indrepta, cercano di appoggiarsi a qualche base scientifica, utilizzata peraltro in modo improprio. Difficile dire se siano completamente privi di tossicità in mancanza di studi clinici adeguati, anche se pensiamo improbabile un loro reale rischio. Possiamo invece riflettere che, nel caso della fibrosi cistica, gli impegni terapeutici sono in genere così gravosi che forse non è conveniente aggiungere anche quelli di cui non abbiamo alcuna evidenza né di efficacia né di innocuità, anche se troveremo sempre qualcuno disposto a testimoniare che assumendo quell’integratore ne ha ricavato beneficio. Più in generale, prima di pensare agli integratori, converrebbe valutare se i cibi che assumiamo siano sufficientemente coerenti con il bisogno di apportare all’organismo i princìpi alimentari di cui necessita: varietà di alimenti, cibi freschi, frutta abbondante di varia natura, che sono fonti di tanti tra i princìpi naturali enunciati e di molti altri. Potrebbe essere superfluo ricorrere agli integratori, che inevitabilmente aggiungerebbero nuova medicalizzazione a chi magari è già abbondantemente medicalizzato.

G. M.


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