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27 Maggio 2016

Una storia di problemi respiratori ricorrenti con bronchiectasie in cerca di diagnosi

Autore: Allegra
Domanda

Salve, sono una donna di 47 anni che soffre dalla nascita di episodi ricorrenti di bronchiti e broncopolmoniti, per giustificare i quali da bambina mi è stata fatta diagnosi di asma allergica. In effetti dopo trasferimento al mare di tutta la famiglia gli episodi di malattia sono diminuiti, per poi diventare di nuovo ricorrenti dopo i 40 anni con una escalation anche veloce. Dopo specifica richiesta del mio pneumologo, che dopo vari esami ha confermato sì la presenza di un lieve asma (e non di tipo allergico), ma non tale da giustificare lo stato dei miei polmoni (presenza di bronchiettasie ed enfisema polmonare) in una persona che non ha mai nè fumato nè vissuto con fumatori, ho eseguito più volte il test del sudore, sempre con l’impossibilità di una valutazione data la scarsa quantità di sudore raccolta. A questo punto è stato consigliato il test genetico che ha evidenziato due mutazioni: la A1009T e la R74W. Il referto parla di mutazione sconosciuta per la prima e di mutazione variabile per la seconda, con esplicita richiesta di indagare geneticamente i miei genitori (cosa non possibile essendo mio padre ormai morto da anni per un tumore del pancreas). Sicuramente la sibillinità della risposta non ha sciolto i dubbi dello pneumologo, nè i mei. Al momento sono di nuovo sotto antibiotico per la lieve bronchite, soffro di calcoli biliari, di calcoli renali e in famiglia paterna ho avuto una nonna morta per scompenso multiorgano in seguito a insufficienza respiratoria cronica (morta a 46 anni, 50 anni fa) e un nonno morto di carcinoma polmonare (a 67 anni, 35 anni fa). Dove posso trovare delle risposte comprensibili, che magari spieghino se le due mutazioni sono in qualche modo correlate? Brancolo nel buio ormai da anni, passando da una bronchite all’altra senza trovare risposte nè soluzioni. Grazie

Risposta

Il problema generale posto da questa domanda è che cosa convenga fare quando c’è una quadro clinico che può far sospettare la fibrosi cistica e in base a questo sospetto siano state svolte varie indagini che non sono approdate a una conclusione. Il nostro suggerimento è quello di rivolgersi a un centro specializzato per fibrosi cistica e affidare al centro la gestione/valutazione complessiva delle indagini. Questo vale sia per i bambini sia per gli adulti, e vale quando alla diagnosi si arriva in maniera lineare perché i test danno risposte chiare, ma vale ancora di più quando i risultati sono incerti. Risultati incerti sono spesso quelli che riguardano forme atipiche di fibrosi cistica. Per le forme atipiche oggi sono anche disponibili test più sofisticati (per esempio il test dei potenziali nasali e la misura della corrente intestinale), che possono aggiungere informazioni. Non tutti i centri FC eseguono questi test ma possono a loro volta, quando consultati, segnalare quelli in cui è stata sviluppata una particolare competenza. Ma prima ancora di pensare agli approfondimenti diagnostici, il medico di un centro specializzato in FC, di fronte al quadro descritto, porrebbe alcune domande essenziali.

Innanzitutto il test del sudore: dove è stato eseguito? In un centro specializzato l’impossibilità di ottenere, in un adulto, un risultato del test perché la sudorazione è troppo scarsa è un evento abbastanza eccezionale e lascia aperta l’ipotesi di qualche problema nel metodo di esecuzione del test stesso.
Riguardo al test genetico: ha indicato la presenza della mutazione R34W, definita nell’autorevole Database CFTR2 (www.CFTR2.org) mutazione dagli effetti variabili, quindi non sempre collegabile a effetti patologici. Secondo quanto riportato, R34W farebbe parte di un allele complesso, vale a dire una combinazione di due mutazioni presenti sullo stesso cromosoma 7, e la seconda mutazione da ricercare, dopo aver trovato R347W, sarebbe D1270N. Solo in presenza della combinazione di entrambe (R347W e D1270N) ci sarebbero da aspettarsi un effetto malattia. Effetto malattia che comunque per realizzarsi avrebbe necessità della presenza di un’altra mutazione sull’altro cromosoma 7. Ma non c’è certezza che A1009T sia una vera mutazione (non abbiamo trovato nessuna informazione a questo proposito), potrebbe essere una variante innocente. L’indagine genetica nei genitori potrebbe essere di qualche utilità nel chiarire come le mutazioni (o varianti?) sono state trasmesse, difficilmente potrebbe chiarire il loro ruolo rispetto ai sintomi del caso in questione.

Il nostro parere è che piuttosto che attendersi certezze dal test genetico sia meglio consultare un centro esperto di diagnosi FC, in particolare esperto in diagnosi atipiche negli adulti. Seguendo questa strada c’è anche un altro vantaggio: indipendentemente dalla diagnosi finale, il programma di cure e controlli necessario per una pneumopatia cronica come quella descritta avrebbe molte similitudini con quello che si consiglia per la FC e potrebbe essere quindi impostato dallo stesso centro FC.

G. Borgo


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