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26 Settembre 2009

Rarissime le mutazioni “de novo” (non ereditate dai genitori)

Autore: Gabriele
Domanda

Buongiorno, avevo sottoposto una domanda qualche settimana fa, alla quale avevate cortesemente risposto. Io e mia moglie abbiamo ricevuto una lettera da parte dell’ospedale, nella quale ci veniva consigliato di effettuare un test per la FC in quanto, attraverso gli screening neonatali, a nostro figlio risultavano valori di “Tripsina Immunoreattiva” alterati. Io e mia moglie abbiamo già fatto prima della gravidanza le analisi per la FC, in quanto la gravidanza è avvenuta tramite ICSI, e sono risultate negative per ogni mutazione sia per me che per lei. E’ possibile che mio figlio invece soffra di FC oppure sarà sicuramente un falso positivo? Il secondo test sulla tripsina purtroppo era ancora positivo, per cui siamo in attesa di effettuare il test del sudore. Volevo ora sottoporre ancora un’altra domanda in quanto il test del DNA sulle mutazioni, allegato al risultato della tripsina, è risultato negativo alle mutazioni analizzate. La mia domanda a questo punto è: se io e mia moglie e mio figlio siamo negativi al test del DNA, mio figlio per essere positivo al test del sudore avrebbe dovuto prendere una o due mutazioni dai noi genitori comunque “rare”? Oppure mio figlio poteva prendere anche una mutazione che a noi era risultata negativa? Grazie mille ancora.

Risposta

In sintesi il problema è questo: i genitori hanno fatto il test genetico e sono negativi alla ricerca delle mutazioni del gene CFTR, il bambino (nato da fecondazione assistita, con tecnica ICSI) è risultato negativo anche lui alla ricerca delle mutazioni CFTR, ma due volte positivo al test della tripsina.

Per poter dare un’opinione circostanziata, dovremmo sapere di più circa quali e quante mutazioni sono state ricercate e quali valori aveva la tripsina in occasione della prima e della seconda determinazione: c’è una tendenza alla diminuzione nella seconda? a che distanza di tempo sono state eseguite le analisi? Dati questi limiti, la nostra valutazione è generica ed espressa in termini di probabilità. L’ipotesi di gran lunga più probabile è che il bambino sia un “falso positivo” al test della tripsina. E’ da tener presente che i falsi positivi alla tripsina non sono pochissimi: solo un bambino su 3 (o anche su 4 o su 5 o su 6 o più, a seconda dei valori “discriminanti” tra normale e alterato che il centro si è dato) fra quelli che presentano tripsina elevata, risulta essere un “vero positivo” ed è diagnosticato affetto da fibrosi cistica per mezzo del test del sudore. Si può leggere su quest’argomento la risposta: “I falsi positivi allo screening neonatale“, 10/08/07.

E’ di gran lunga meno probabile che il bambino sia un “vero positivo” alla tripsina e quindi sia affetto da FC. A rendere davvero assai azzardata questa eventualità è il fatto che perchè si fosse verificata, avrebbero dovuto concorrere una serie di circostanze: i genitori dovrebbero essere entrambi portatori di due mutazione rare non identificate dal test genetico di primo livello. E il bambino dovrebbe aver ereditato entrambe le due mutazione rare, che di nuovo non sarebbero identificate dal test genetico di primo livello.

Infine per quanto riguarda la possibilità che un bambino abbia nel proprio corredo genetico una mutazione che i genitori non hanno, bisogna dire che sul piano teorico questo è possibile: è possibile cioè che ci sia una mutazione del gene CFTR che insorge come “nuova” nel malato perchè non è ereditata dai genitori: si dice infatti in questi casi mutazione “de novo”. Sono stati segnalati rarissimi casi (ne abbiamo trovati quattro in tutta la letteratura internazionale) di malati FC in cui una mutazione era ereditata da un genitore e l’altra mutazione era insorta “de novo” (1,2). Non ci risultano segnalati casi di malati FC con tutte e due le mutazioni “de novo”.

1) Zlotogora J. “Parents of children with autosomal recessive diseases are not always carriers of the respective mutant alleles” Hum Genet 2004; 114:521-526

2) Cremonesi L, Cainarca S et all “Detection of a de novo R1066H mutation in an italian patient affected with cystic fibrosis” Hum Genet 1996; 98:119-121

G. Borgo


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